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Caretta caretta: quest’anno oltre 30 nidi in Calabria

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Sono più di 30 i nidi di Caretta caretta che quest’anno i volontari della Caretta Calabria Conservation hanno rinvenuto sul tratto costiero jonico che va da Melito a Bianco e che ogni mattina, da fine maggio a metà agosto, monitorano per capire gli spostamenti della tartaruga marina che in queste spiagge trova l’habitat ideale per nidificare.

Tutela e salvaguardia

Si sposta dalle coste calabresi a quelle della Libia e della Tunisia, percorrendo migliaia di miglia in pochi giorni, sette o al massimo dieci. D’estate poi, a partire dalla fine di maggio, la Caretta caretta torna in Calabria per deporre le sue uova, scegliendo a volte le spiagge frequentate dai bagnanti che devono fare attenzione a non rovinare i nidi. Ed è qui che intervengono le associazioni di tutela, come la Caretta Calabria Conservation, l’unica della zona ad occuparsi del monitoraggio e la salvaguardia della tartaruga marina, insieme al Centro di recupero tartarughe marine di Brancaleone, vicino Reggio Calabria, che si occupa però del recupero di tartarughe ferite, della loro cura e del rilascio in mare.

“Anni persi”

È Salvatore Urso, socio fondatore di Caretta Calabria Conservation, a spiegarci in cosa consiste la loro attività. I piccoli vengono monitorati durante le schiuse e agevolati, laddove serva, a raggiungere il mare. Delle decine di tartarughine che, in media, per ogni schiusa nascono non si sa di preciso quante raggiungeranno l’età adulta, poiché i pericoli del mare sono tanti e ogni creatura marina più grande di loro può costituire un potenziale predatore. Esiste un periodo buio, detto “anni persi”, in cui non si conosce nulla della loro vita e non si è ancora in grado di monitorarle con un’adeguata strumentazione. Superato questo momento, che dovrebbe essere il più critico, la Caretta caretta comincia ad esplorare i mari e raggiunge l’età fertile verso i 20-30 anni quando, una volta fecondata, deporrà le sue uova in due o tre siti ogni due o tre anni. Infatti, grazie ai trasmettitori posizionati su alcune femmine, si è visto che la stessa tartaruga, una volta deposte le prime uova, nuota per 15 giorni nelle acque antistanti la Sicilia per poi ritornare sulla stessa spiaggia di nidificazione a deporre altre uova. Solo il 70 per cento di quelle deposte in ogni nido vedrà la luce e potrà cominciare un nuovo ciclo di vita. Il resto delle uova, alcune sterili, altre rimaste alla fase embrionale, vengono raccolte, catalogate e spedite all’Università della Tuscia per la ricerca genetica di tipizzazione della popolazione calabrese di Caretta caretta.

Nidi numerosi

Quest’anno i nidi contati sulla costa calabrese sono stati 34, ma il numero è in continua evoluzione, indubbiamente alto rispetto agli anni precedenti. Si tratta sia di nidi pubblici, su spiagge frequentate da bagnanti, che di nidi naturali, su spiagge non accessibili dove l’intervento dell’uomo è ridotto al minimo indispensabile, attraverso il monitoraggio e la collocazione di dispositivi antipredazione, reti metalliche che permettono l’emersione delle piccole tartarughe ed evitano allo stesso tempo la predazione da parte di cani o volpi.
Il litorale meridionale che va da Melito a Bianco ospita annualmente il 60 per cento circa dei nidi deposti nel resto d’Italia. Ad esso segue quello siciliano di Linosa e Lampedusa dove si trova il centro di recupero Turtle Group e dove ogni anno vengono ospitate centinaia di esemplari in difficoltà, recuperati anche con il prezioso aiuto dei pescatori locali. Quest’anno inoltre altri nidi sono stati rinvenuti anche sulla costa laziale di Nettuno, quella toscana di Capalbio, in Sicilia, Puglia, Campania e Sardegna.
Le schiuse proseguiranno fino a ottobre, così come il lavoro delle associazioni di tutela, per poi riprendere la prossima estate. L’augurio è che il territorio sia sempre più preparato a salvaguardare questa preziosa risorsa naturale troppo spesso messa in pericolo dall’inquinamento dei mari. Insieme allo squalo, infatti, oggi l’uomo è diventato il più pericoloso predatore di questa meravigliosa specie marina, sia sulla terraferma che in mare.

In queste foto alcuni momenti della schiusa di Palizzi, vicino Reggio Calabria, del 17 agosto. Iniziata il 15 agosto, la schiusa ha visto la nascita di 57 tartarughine su 77 uova deposte, un numero al di sopra di ogni aspettativa. Probabilmente le femmine nate su questa spiaggia torneranno proprio qui tra vent’anni a deporre le loro uova. Speriamo solo che il territorio acquisti sempre di più maggiore consapevolezza della ricchezza di cui dispone.

 

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