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La dieta vegana ridurrebbe decessi ed emissioni

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Dopo l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), anche gli esperti della University of Oxford si interrogano sul minore consumo di carne in uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences. Un cambiamento di dieta, con un aumento del consumo di frutta e verdura e una riduzione del consumo di carne rossa e zuccheri, avrebbe un forte impatto sulla mortalità globale e sull’inquinamento da gas serra. Nello specifico, “passare a una dieta più basata sul consumo di prodotti vegetali, così come raccomandato dalle linee guida alimentari, potrebbe ridurre la mortalità globale del 6-10% e l’emissione di gas serra dovuti alla produzione di cibo del 29-70% entro il 2050 rispetto alle stime di uno scenario di riferimento”, quello elaborato dalla Food and Agriculture Organization (Fao) delle Nazioni Unite.

Veg evita fino a 8,1 milioni di morti l’anno

Le linee guida per una corretta alimentazione prevedono il consumo di un minimo di cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, di meno di 50 grammi di zuccheri al giorno, di un massimo di 43 grammi di carne rossa al giorno e di un massimo di 2200-2300 calorie al giorno. Attenendosi a questo regime alimentare ci sarebbero 5,1 milioni di morti in meno l’anno, per un totale di 79 milioni di anni di vita salvati; l’adozione di un’alimentazione vegetariana, invece, eviterebbe 7,3 milioni di morti ogni anno; e infine, una dieta vegana permetterebbe di evitare fino a 8,1 milioni di morti l’anno. Il tutto stimato in base a una diminuzione del rischio di malattie cardiovascolari, infarto, cancro e diabete.

Risparmio per la sanità nazionale

Non solo. Un’alimentazione che non prevede il consumo di carne ridurrebbe di più del 50% le emissioni di gas serra. In particolare, una dieta vegetariana ridurrebbe le emissioni dovute agli allevamenti intensivi del 63%, una dieta vegana addirittura del 70%. In termini di valore economico della salute umana, e quindi costi per i sistemi sanitari nazionali e giornate lavorative perse, il risparmio derivante dal cambio di alimentazione si aggira sui 30 biliardi di dollari ogni anno. Cifra che diventerebbe più alta se si considerasse anche il costo degli eventi estremi dovuti ai cambiamenti climatici derivanti, a loro volta, dalle emissioni di gas serra, ma la stima in tal caso diventa troppo complessa.

Le diverse regioni del mondo

E infine gli esperti hanno valutato le diverse regioni del mondo. Estremo Oriente, America latina e le nazioni occidentali più ricche avrebbero più benefici per il minor consumo di carne rossa; Asia meridionale e Africa sub-sahariana, invece, beneficerebbero di più dall’aumento di consumo di frutta e verdura.

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